Cloud for dummies. Pubblico, privato o ibrido.
Che modello di cloud scegliere?
Per massimizzare il ritorno sul capitale investito è bene capire quale tipologia di cloud computing può soddisfare le esigenze specifiche della propria azienda.
Se vi interessa un servizio che permette alla vostra azienda di avere accesso a dati, software e applicazioni senza disporre di un data center interno, di liberare il team IT dai compiti di gestione e aggiornamento delle risorse hardware, di azzerare i costi interni di manutenzione dei server e che vi garantisca scalabilità ed elevate prestazioni… dovete prendere in considerazione il cloud pubblico.
Scegliendolo non dovrete più pensare a nulla: il fornitore del servizio si occuperà interamente dell’infrastruttura, dell’installazione, della gestione, del provisionig e della manutenzione; l’utente pagherà solo in base all’effettivo utilizzo del servizio.
Se vi serve un sistema proprietario che non sia aperto verso l’esterno, da utilizzare per razionalizzare le prestazioni informatiche assegnando solo le risorse necessarie ad ogni team o progetto di lavoro e di passare, in sostanza, da un sistema di gestione rigido dei server interni ad un metodo di utilizzo più flessibile… dovete scegliere il cloud privato. Installazione, gestione e manutenzione dell’infrastruttura sono interamente a carico dell’organizzazione, ma si avrà la certezza del trattamento e del tipo di protezione dei dati sensibili oltre ad avere “banda” dedicata e sempre disponibile.
Il cloud ibrido è un mix tra le due soluzioni precedenti. Ogni azienda che lo adotterà potrà scegliere qual è l’ambito migliore per ospitare le proprie applicazioni, i dati e i software, cosa “far girare” nell’ambiente privato e cosa in quello pubblico.
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Posted in Case History Featured by: Elena B il 12.09.2012


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