Il cloud di Amazon per il 1000 Genomes Project.
Il cloud computing per la ricerca scientifica, per lo studio del DNA e delle malattie genetiche
Il cloud computing in aiuto della ricerca genetica. I server di Amazon a supporto della mappatura del genoma umano e dello studio di malattie genetiche ereditarie.
Tutto parte dal concetto di parallel computing, ovvero da una rete di computer collegati tra loro che condividono le risorse per svolgere in modo più efficiente il compito a cui sono destinati. Se pensiamo a questa impostazione nel periodo pre-cloud, la associamo per forza all’acquisto di server, alla creazione e al mantenimento di infrastrutture proprietarie.
È per ovviare a questo problema che entra in gioco il cloud. Con le infrastrutture “as a service” i ricercatori di qualsiasi istituto possono lavorare senza preoccuparsi dei server o delle soluzioni informatiche riuscendo a ridurre notevolmente i costi infrastrutturali e di gestione.
Ma il vantaggio più evidente è un altro: la rete di computer in elaborazione parallela fatta in autonomia da qualsiasi istituzione scientifica è molto piccola se confrontata con le potenzialità dei player più grossi del settore cloud.
Questo perché maggiore esperienza e disponibilità finanziaria consentono la creazione di vere e proprie server farm composte ognuna da migliaia e migliaia di server operanti in parallelo.
Ma dove entra in gioco Amazon?
Il National Institute of Health americano coinvolge il Governo degli Stati Uniti, Amazon, e 75 istituzioni tra pubblico e privato nel progetto 1000 Genomes Project.
L’azienda di Jeff Bezos offre e gestisce l’infrastruttura cloud: nei 4 anni di preparazione e sviluppo del progetto, i ricercatori hanno raccolto oltre 2000 TB di dati riguardanti il genoma umano. E parliamo solamente della mappatura del DNA di più di 2600 individui provenienti da 26 popolazioni del mondo.
Il progetto è sempre a disposizione on line, è pubblicamente accessibile ed è utile per scienziati, ricercatori o anche per semplici appassionati.


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