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Tecnologia
by: Lucio
il 16.05.2013
Abbiamo provato Google Drive: il cloud storage di Google
Da rumor a realtà: scopriamo come Google ha risposto a Dropbox e SkyDrive e in che modo fa la differenza rispetto ai suoi principali concorrenti
Quella di Google Drive è una storia un po’ particolare. L’azienda di Larry Page da diverso tempo offre in alcuni suoi prodotti online un considerevole quantitativo di spazio di archiviazione. Un esempio è GMail, con la sua capacità costantemente cresciuta nel corso del tempo e arrivata a superare i 7 GB. Alcuni plug-in consentono di utilizzare questo spazio anche al di fuori dello scopo originario, ossia conservare e archiviare mail, ma fare storage on line “alla Dropbox” è tutta un’altra cosa.
Qual è quindi l’offerta di Google e come si relaziona con i suoi più diretti competitors, Dropbox e SkyDrive?
Una volta attivato il servizio, l’utente dispone di 5 GB di spazio gratuito in cui poter caricare qualsiasi tipo di file. È possibile decidere se gestire i documenti direttamente da sito dedicato oppure tramite client desktop disponibile per OS X e Windows (su mobile, invece, al momento si è limitati solo ad Android).
Le funzionalità di base sono abbastanza classiche e già viste in altre soluzioni: la possibilità di recuperare precedenti versioni dei file (solo fino a 30 giorni però, dopodiché le vecchie revisioni vengono automaticamente cancellate) e le features di condivisione con altri utenti, sono simili a quanto proposto da Dropbox.
Più vicina a SkyDrive, invece, è l’integrazione con la suite da ufficio, in questo caso Google Docs. Si può creare, infatti, qualsiasi tipo di documento direttamente all’interno di Google Drive, versione online, usufruendo di tutte le funzionalità che Docs mette a disposizione. La ricerca dei file è ovviamente basata sul famoso motore e il funzionamento è ineccepibile.
Ma non è tanto il motore di ricerca a essere una parte chiave del prodotto. Il suo punto di forza è l’integrazione con tutti i servizi Google: ad esempio, i file archiviati possono diventare allegati in GMail o postati su Google+.
Nel complesso Google Drive si dimostra un prodotto solido, dalle grandi potenzialità anche in questa sua fase iniziale e che di certo avrà un futuro molto interessante. La profonda integrazione con Google Docs e la visualizzazione di tanti tipi di file differenti possono renderlo una ghiotta scelta soprattutto in ambito lavorativo.
D’altro canto, per chi ha già soluzioni come Dropbox o SkyDrive, la necessità di cambiare è meno impellente. Drive è indicato soprattutto per chi utilizza spesso i servizi Google e Android, perché è con essi che il prodotto esprime tutto il suo potenziale.
E se poi 5 GB non dovessero bastare, le soluzioni di espansione a pagamento non mancano: Drive arriva fino a 16 TB condivisi con GMail e Picasa.


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